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Chiostro piccolo

Certosa. Chiostro Piccolo e Chiesa transetto destro con tiburioStrutturato a portici su una pianta quasi quadrata, con tredici archi sui lati maggiori e dodici sui minori, il fabbricato si estende dal fianco meridionale della navata della chiesa, secondo la collocazione prevista dall’originario progetto, in parte già messo in opera entro il 1402, ma con una  diversa ripartizione delle arcate, giacché una descrizione del 1451 registrava diciotto pilastri sui lati maggiori e sedici sugli altri due. Si suppone che l’assetto odierno dipenda da un progetto elaborato intorno al 1460 da Guiniforte Solari, architetto capo del cantiere, cui seguirono dal 1463 i documentati lavori edilizi e scultorei per la realizzazione del porticato e quelli per la ricca decorazione in terracotta dei prospetti, che fu verosimilmente compiuta entro la fine del decennio.

Tra i maestri impegnati nell’impresa, alcuni dei quali pressoché sconosciuti, sembra emergere quale maggiore responsabile delle opere scultoree Francesco Solari, figlio di Guiniforte. La preminenza dei Solari nel chiostro piccolo sembra avvertibile anche nei rivestimenti in terracotta, dove pure si notano differenze sostanziali a seconda dei prospetti, sia nella progettazione, sia nelle matrici impiegate. In alcune parti di questi prospetti, così come nella doppia lunetta sulla parete meridionale, sempre in terracotta, raffigurante l’Annunciazione, la critica ha ravvisato delle primizie del giovanissimo Giovanni Antonio Amadeo, formatosi appunto in quegli anni presso i Solari. Sulla parete orientale, egli firmò la lunetta del ricco portale marmoreo di accesso al transetto della chiesa, probabilmente la sua prima opera autonoma dopo l’apprendistato, databile entro la fine del decennio.