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07. Dipinto murale raffigurante l'Uomo dei Dolori

Uomo dei Dolori di Bergognone. Particolare della lunetta della porta del transetto
Luogo di collocazione
Transetto sinistro, parete sinistra, porta di comunicazione con le cappelle
Materia e tecnica
Intonaco / pittura a fresco
Autore
Ambrogio da Fossano detto Bergognone (1451-1456 / 1525)
Datazione
post 1493
Dimensioni
cm 344 x 152; altezza lunetta cm 130

Descrizione breve

La lunetta si inserisce all'interno di un raffinato partito architettonico che decora la porta di comunicazione tra il transetto sinistro e le cappelle di questo lato. La struttura dipinta è simile a quella del braccio destro del transetto, dove si trova la Madonna del velo, ma si differenzia per la tipologia dei sostegni e per una maggiore novità inventiva nelle decorazioni: al posto delle lesene sono qui dipinte delle colonne corinzie, con effetto monumentale; la decorazione del fusto consiste in grottesche classicheggianti; nell'architrave si snoda un motivo a intreccio con stelle dorate; l'arco ribassato è traforato, mentre il sottarco doveva presentare una decorazione a cassettoni con rosette dorate ormai perduta; l'arcata è coronata da girari dorati con un fiore al centro e fogliame; ai lati pendono festoni di foglie. Questo notevole repertorio sembra ispirarsi a esempi coevi come il portale di Casa Fontana Silvestri o quello di Santa Maria delle Grazie a Milano, il portale di Palazzo Bottigella a Pavia e alcuni frammenti di portale oggi conservati ai Musei Civici pavesi. Il confronto con tali modelli costituisce un importante appiglio cronologico per l'affresco, da collocare all'inizio degli anni novanta del Quattrocento.
Tale datazione è supportata anche da un altro elemento: la presenza di un data sopra una lesena dipinta nell'abside orientale del transetto sinistro con l'indicazione settembre 1493, considerata termine post quem per il completamento dell'intervento pittorico nella parte inferiore delle pareti del transetto. La stesura dell'intonaco della cornice architettonica della porta sembra sovrapporsi a quella dello zoccolo, cosa che confermerebbe per il nostro affresco una datazione successiva al 1493.
Per quanto riguarda l'attribuzione dell'Uomo dei dolori, in passato la critica si è divisa assegnandola variamente al Bergognone, a Bramantino, al Bramante o preferendo mantenerla nell'anonimato. Recentemente si è tuttavia affermata l'attribuzione al Bergognone, anche se affiorano i debiti contratti dal pittore con gli altri due artisti: in particolare, va ridimensionato il rapporto con il Cristo alla colonna di Brera, mentre più problematico è quello con l'Uomo dei dolori del Bramantino, oggi a Madrid (proveniente secondo alcuni studiosi proprio dalla Certosa). Alcuni elementi, come l'aspetto piatto del volto e l'insistenza grafica della linea del naso del Cristo certosino, potrebbero sembrare poco consoni allo stile del Bergognone, in confronto con analoghe raffigurazioni realizzate dall'artista. In realtà, va considerato il precario stato di conservazione dell'opera, che potrebbe spiegare tali insoliti caratteri.
La tipologia del Cristo così come raffigurata nella lunetta certosina è il frutto di una contaminazione tra il Cristo risorto, che trionfa sulla morte (rappresentato a mezzo busto, benedicente, con i segni della passione), e il Cristo patiens o Uomo dei dolori (sempre a mezzo busto, con la corona di spine). Si tratta di un'iconografia forse derivante da esempi fiamminghi o nordici (Rogier van der Weyden, Petrus Christus) oppure da un prototipo ancora sconosciuto. Elementi tipici di questa rappresentazione sono il volto allungato e scavato, gli occhi pure allungati, la bocca semiaperta, le rughe di espressione del dolore, le gocce di sangue sul viso. Li si può ritrovare ad esempio nell'Ecce Homo attribuito al Foppa già nella collezione parigina Cheramy (inizio anni ottanta del Quattrocento) e nel medaglione marmoreo con Cristo coronato di spine del Museo della Certosa.
Se la lunetta spetta alla mano del Bergognone, la cornice architettonica potrebbe essere stata realizzata da un collaboratore del maestro, probabilmente identificabile con uno dei pittori che si occuparono delle lesene del transetto.
(E.C.)

Bibliografia

1897 C. Magenta, La Certosa di Pavia, Milano, Fratelli Bocca, 1897, pp. 355-356

1930 M. Salmi, La certosa di Pavia, Milano, Fratelli Treves, [s.d.], tav. 20

1954 G. Chierici, Guida della Certosa di Pavia, Roma, C. Colombo, 1954, p. 19

1965 F. Mazzini, Affreschi lombardi del Quattrocento, Milano, Cariplo, 1965, pp. 495-496

1968 F. R. Pesenti, La pittura, in M. G. Albertini Ottolenghi, R. Bossaglia, F. R. Pesenti, La Certosa di Pavia, Milano, Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, 1968, p. 84

1998 M. Albertario, scheda n. 48, in Ambrogio da Fossano il Bergognone. Un pittore per la Certosa, catalogo della mostra, Milano, Skira, 1998, pp. 280-283

Uomo dei Dolori di Bergognone. Porta del transetto e lunetta
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